L'Inpgi costituisce il futuro di tutti noi. E non è giusto pensarsi solamente quanto si è prossimi alla pensione.
L'Inpgi è stato costruito con i soldi versati da generazioni di giornalisti italiani. E questo patrimonio non deve essere disperso, o sprecato.
L'Inpgi rischia il progressivo depauperamento e lo svuotamento delle sue risorse. Per questo vogliamo portare il nostro contributo, con una forte caratterizzazione in tre direzioni:
TRASPARENZA: nella gestione del patrimonio come in ogni servizio erogato dall'Istituto, a cominciare dall'assegnazione degli alloggi a chi davvero ne ha diritto e non agli "amici degli amici". Lo stesso dicasi per i mutui e per i prestiti. E questo si può fare sia richiedendo il rigoroso rispetto delle regole che già ci sono, sia sfruttando le nuove tecnologie perchè ogni passaggio gestionale sia verificabile dagli iscritti.
RIGORE: Rigore vuol dire essere intransigenti nel rispetto delle regole. E allora recupero dell'evasione contributiva e soprattutto dell'elusione operata dagli editori, applicando contratti diversi da quello FNSI. Solo alimentando la contribuzione i giovani giornalisti di oggi avranno una pensione domani
LOTTA AGLI SPRECHI: La politica del rigore comincia in casa propria, limintando le spese inutili dei vertici dell'Inpgi, gli emolumenti ai dirigenti e ogni forma di sperpero del denaro versato da una categoria che ha bisogno dell'Inpgi per l'oggi e soprattutto per il domani
La pensione è un diritto per tutti i giornalisti:
- Per chi la riceve oggi
- Per chi versa i contributi e la godrà domani
- Per chi comincia a lavorare e non sa se un giorno ce l'avrà




